BREVI NOTE SUL RITO EGIZIO

Il Rito Egizio, quindi la Massoneria di Rito Egiziano, non può prescindere dal suo fondatore il Conte di Cagliostro. Qui nasce la prima difficoltà dello studioso. Chi fu veramente il Conte di Cagliostro? La storiografia profana, e purtroppo anche quella massonica, non aiuta l’amante della Verità. Troppi veli sono stati stesi sull’illustre fratello, e solo colui che con spirito libero da pregiudizi e profonda umiltà si accosta alle rivelazione del Grande Cophto può ri-velare l’essenza del Rito. Venti  e più anni di intensi studi ci hanno portato a comprendere l’essenza ed i significati di un Rito che rimanda a sapienze antiche e ai fondamenti della nostra Fratellanza. Questa comprensione e conoscenza non ci ha spinti però verso il tentativo di una “riabilitazione” del Conte di Cagliostro negli ambienti profani ed in quelli massonici. Siamo e rimaniamo convinto che il Rito Egizio e la Massoneria Egiziana sia destinata  a pochi e , quindi, è meglio che il Fratello Grande Ierofante del Rito rimanga occultato sotto il velo della menzogna  e della calunnia. Tra gli scritti che presentano il Conte di Cagliostro ed il Rito Egizio, da cui si potrebbe cominciare a prendere le mosse per uno studio su tali questioni, ci sembra abbastanza equilibrato e non lontano della Verità quello scritto del Venerabile Fr .’. Denis Labouré . Dopo i primi passo verso la conoscenza, se animati dal desiderio di Verità, occorrerà iniziare il vero cammino di formazione. Ma a quello sono destinati solo i Fr.’. accolti in Logge del Rito Egizio. Molte di esse seguono con adesione al Catechismo e amore per la dottrina il Rito. Molte altre , seppur lodevoli per lo sforzo compiuto, se ne discostano. Ma si sa che il cammino verso la Verità non è agevole. Ma veniamo ad alcuni cenni sul Conte di Cagliostro e sul suo Rito Egizio. Giuseppe Balsamo, detto Alessandro, conte di Cagliostro, nacque il 2 giugno 1743. Il 27 dicembre del 1789, il papa Pio VI ordinò il suo arresto. Dopo un processo truccato e quarantasette interrogatori, il 7 aprile 1791, Cagliostro fu condannato al carcere a vita. Sulla piazza Minerva di Roma, si bruciarono solennemente le insegne massoniche ed i libri confiscatigli. Rinchiuso il 21 aprile nella fortezza di San Leo (vicino a Rimini), vi trascorse il resto della vita in orrende condizioni, relegato in una segreta denominata Il Pozzetto, una sorta di pozzo o fogna. Vi morì il 26 agosto del 1795, due anni e mezzo prima dell'arrivo delle truppe francesi che fecero saltare la fortezza di San Leo. Cagliostro era l'ultima vittima dell'Inquisizione.Per subire un tale martirio, quest'uomo doveva essere alquanto imbarazzante. Sicuramente l'aspetto politico è da tenere in considerazione. Nella sua Lettera al popolo francese, annunciava la distruzione della Bastiglia, la convocazione degli Stati Generali e l'abolizione delle lettere con sigillo reale recanti un ordine di imprigionamento o di esilio. Ma, con il suo rito, Cagliostro rendeva accessibili degli insegnamenti fino ad allora riservati ai cenacoli più ristretti. Nel 1764 e 1765, a Messina, sarebbe stato iniziato all'alchimia da un Armeno o da un Greco. Nel 1766 e 1767, avrebbe praticato quest'arte a Malta. Dal 1770 al 1780, percorse l'Europa centrale e settentrionale. A Mitau (Courlande), nel 1778, dimostrò la sua padronanza nella cristallomanzia (veggenza nell'acqua magnetizzata di una caraffa con l'assistenza di bambini dai cinque ai sette anni). Nel 1778, 1779 e 1783, ebbe contatti con il benedettino ed alchimista Dom Pernéty. Il 24 dicembre 1784, Cagliostro inaugura il rito della "Alta Massoneria Egiziana" nel quadro della Loggia Madre La Sagesse Triomphante di Lione. Questo rito è composto di tre alti gradi, poiché riceve come Apprendista Egiziano i maestri eletti provenienti da altri riti. Questi vengono ricevuti come Apprendisti Egiziani, poi Compagni Egiziani ed infine come Maestri Egiziani.

Questo rito culminava in visioni talvolta accessibili a tutti i membri presenti. A Lione, disponiamo di testimonianze su guarigioni e manifestazioni di ogni sorta: J.B. Delorme fu guarito da una malattia incurabile, delle evocazioni furono organizzate alla presenza del Duca di Richelieu. Il fantasma di Prost de Royer, già Venerabile della loggia "La Bienfaisance" apparve e fu riconosciuto dai membri di quella loggia.

Perché "Egiziano"? Per capire bene ciò che seguirà, devo spiegare cosa significa la parola "Egiziano". Leggendo questa parola, non dobbiamo pensare all'Egitto dei faraoni. Per Cagliostro, il suo Rito è egiziano in quanto si riferisce all'Egitto Copto, all'Egitto dei primi cristiani. Tant'è che Cagliostro si farà nominare "Le Grand Cophte", essendo "Cophte" la grafia della parola "copto" nel VIII° secolo. Il Rito Egiziano di Cagliostro ha come obiettivo quello di favorire presso quelli che lo praticano una rigenerazione dell'intero essere, anima e corpo. Ai nostri giorni, quando parliamo di "trasformazione", di "evoluzione", intendiamo un cambiamento nella nostra psicologia. Di conseguenza, non possiamo più comprendere ciò che insegnavano i primi cristiani, gli antichi alchimisti o i massoni di Rito Egiziano. In quanto l'obiettivo di tutti questi ricercatori era una trasformazione integrale dell'essere umano. Per loro, non vi era separazione tra il corpo e l'anima. Anima e corpo erano come le due facce della stessa medaglia.Per una migliore comprensione, torniamo alle origini. Nel giardino dell'Eden, Adamo ed Eva erano dotati di un corpo di luce, inalterabile. Questo corpo non era soggetto alla malattia ed alla morte. Poi Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso. Il loro corpo di luce si cristallizzò, s'indurì. Dallo spirituale, Adamo ed Eva passarono al biologico. La Bibbia dice che furono rivestiti di abiti di pelle.Nel Rito Egiziano, i massoni sono rivestiti di un abito bianco. Come l'alba nel cristianesimo, questa veste rappresenta il corpo di luce delle origini. Ma tutti i massoni, a qualunque rito appartengano, hanno anche un grembiule di pelle. Per Cagliostro, questo grembiule è un richiamo all'abito di pelle di cui il nostro corpo di luce è rivestito. Enoc ed Elia ci hanno preceduti su questa Via. Durante la Trasfigurazione, il Cristo è apparso agli apostoli nel suo corpo di luce. Un corpo che gli addetti chiamano "Corpo Glorioso". Questo corpo è il corpo immortale delle origini. Non è l'appannaggio di Gesù. In quanto anche Enoch ed Elia erano ripassati dal biologico allo spirituale. Anche loro sono "saliti" al cielo senza passare attraverso la morte. Per questo motivo, Cagliostro pone il suo Rito Egiziano sotto il loro patrocinio. I primi cristiani insegnavano i metodi di divinazione, che consentivano di ripassare dal biologico allo spirituale. Quegli insegnamenti sono stati conservati dalla Chiesa Ortodossa orientale. Ma sono anche stati ritrovati e conservati dagli alchimisti. Ed è da loro che Cagliostro li ha ricevuti. Il programma di lavoro dei massoni del Rito Egiziano si divide in due tappe. Queste due tappe sono precedute da una lunga fase di preparazione.

* La prima tappa si riferisce alla rigenerazione "morale", ossia psicologica e spirituale;

* La seconda tappa ha come fine la rigenerazione del corpo. Questa fase può essere intrapresa quando è terminata la prima.

Similmente ai ritiri effettuati da Mosé, ciascuna di queste due tappe si svolge in quaranta giorni.

Affinché le due tappe riescano, l'iniziato deve vivere secondo un'etica irreprensibile. Gli alchimisti direbbero che l'uomo deve ammorbidire la pietra prima di lavorarla. I mistici insegnavano che il cuore deve essere aperto. Il fallimento è assicurato per gli orgogliosi, i cupidi e gli egoisti.

L'iniziato deve prendere tre misure immediate:

* Adottare e rispettare le leggi del paese in cui si trova;

* Amare il prossimo, aiutarlo, essere caritatevole verso di lui;

* Dedicare tre ore al giorno alla pratica della preghiera.

Per estensione, deve aver ricevuto l'assicurazione di essere ormai amato da Dio. A questo provvede la preghiera.

La prima tappa: l'evocazione degli angeli.

Così preparato, l'iniziato deve ritirarsi per quaranta giorni. In un luogo solitario, deve ri-centrarsi, non lasciarsi distrarre dai suoi pensieri. Deve vivere in stato di preghiera permanente. I massoni che conoscono i segreti alchemici del loro Rito direbbero che deve trovarsi nella "Camera di mezzo" o al "centro del cerchio". L'iniziato dedica la sua giornata ai riti e alle preghiere.

La Bibbia ci indica che esistono sette grandi angeli. L'obiettivo della prima quarantena è l'ottenimento di un contatto con ciascuno dei sette angeli. Questi sette angeli comunicano al nostro uomo il mezzo per entrare in contatto personale con loro. Questi angeli lo guideranno e l'aiuteranno a diventare moralmente e spiritualmente perfetto.

Possono trascorrere degli anni per completare questa prima rigenerazione. Se l'uomo dovesse morire senza aver effettuato il secondo ritiro, ciò non è grave. La pietra ammorbidita continuerà ad essere lavorata su altri piani.

Per questo primo ritiro, Cagliostro utilizza dei metodi di cui ritroviamo tracce dall'antico Egitto.

La seconda tappa: la rigenerazione del corpo

Così guidato, l'iniziato può intraprendere il secondo ritiro di 40 giorni. In primavera, in occasione del plenilunio di maggio, si isola nuovamente. Si attiene ad un regime alimentare sano e frugale.

Ogni giorno assume certe sostanze preparate secondo procedimenti alchemici tutto sommato piuttosto semplici. Sudorazioni ed altri processi di eliminazione gli consentiranno

di evacuare gli umori viziati. È a questo punto che si opera in lui una vera trasformazione. Pelle, denti, unghie, capelli si rigenerano. Ciò gli consente di prolungare la sua esistenza. Non per diventare immortale nel corpo, ma per disporre del tempo necessario per ripassare dal biologico allo spirituale.

Cagliostro non ha inventato questi procedimenti. Fino ad allora riservati a piccoli cenacoli aristocratici molto chiusi, li ha resi accessibili integrandoli nel suo rito massonico. Ma, cosa ancora più stupefacente, ho ritrovato una pratica identica alla sua in un antico testo di alchimia indiana. Siccome Cagliostro non ha mai messo piede in India e non conosceva il sanscrito, ciò indica che queste tecniche proseguono il loro cammino in ogni tempo, in ogni luogo, al riparo da sguardi indiscreti.

Capiamo bene lo sbalordimento del massone che leggerà queste righe. Nessuno gli ha parlato di queste tecniche. Peggio, se si interessava di ermetismo, i suoi istruttori gli avranno ripetuto che tali pratiche non erano mai esistite in massoneria. Alcuni villaggi gallici resistono ancora. Scopersi ciò che mi era stato nascosto. Vedemmo come interi pezzi della storia massonica sono stati epurati, ripuliti, laicizzati. Scoprimmo poi che piccoli cerchi discreti e coraggiosi conservano accesa la fiaccola. Vilipesi, attaccati da una massoneria imborghesita che tenta di recuperarli snaturandoli. Benché pressioni dall'esterno e certe umane debolezze talvolta li destabilizzino, questi cerchi hanno un merito: esistono. Come ricordano le Scritture, vale di più un cane vivo che un leone morto.

 

 

 

Disposizione del Tempio nel Rito egizio
Disposizione del Tempio nel Rito egizio